La Via Degli Dei

Da Bologna a Firenze a piedi

Un trekking conosciuto ma non famosissimo, molto meno mainstream e affollato rispetto al blasonato cammino di Santiago o la via Francigena, ma non per questo meno spettacolare: sto parlando della Via Degli Dei, che ho percorso ad inizio estate nel 2017, in maniera un po’ particolare.

I Km sono circa 130, ed io ho deciso di percorrerli senza fretta in una settimana, gustandomi i meravigliosi panorami che offre e portandomi sulle spalle cibo e tenda. Ho campeggiato abusivamente per tre notti nei prati e poi ho sfruttato i camping che ho trovato lungo la strada.

il mio zaino era scomodo e pesante (una ventina di Kg, decisamente troppo per camminare in scioltezza sotto il sole, specialmente per uno poco allenato come me), ma era l’unico che possedevo all’epoca. Ho comprato un biglietto di sola andata per Bologna, e poi uno per il ritorno in partenza da Firenze una settimana dopo. Una volta tornato a casa ero sporco, sudato e anche un pò brillo… ma anche decisamente felice!

Le tappe

I più allenati riescono a farla in 4/5 giorni. I pazzi che prendono parte alla gara Ultra-Trail la percorrono in meno di 20 ore (li ho incrociati nell’ultimo tratto, impressionanti). Io come ho già detto me la sono presa comoda, dato anche il mio carico pesante sulle spalle, per godermi il più possibile questi luoghi. Il mio consiglio è proprio quello di viverla in questo modo, ammirando il paesaggio circostante e facendo magari conoscenza con i pochi altri camminatori che si incrociano lungo il percorso. Queste sono state le mie tappe:

PaeseDistanza (km)Dove ho dormito
Bologna (stazione centrale) - Sasso Marconi21abusivo in riva al fiume Reno
Sasso Marconi - Monzuno22abusivo in un parchetto
Monzuno - Madonna dei Fornelli12abusivo in un prato
Madonna dei Fornelli - Passo della Futa17,5camping La Futa
Passo della Futa - San Piero a Sieve21camping Mugello Verde
San Piero a Sieve - Firenze (stazione Santa Maria Novella)26treno per il ritorno a casa

Sommando i Km il totale è di circa 120 Km, ma vi assicuro che tra sbagli di percorso, deviazioni e visite varie la distanza effettiva che ho coperto è stata di almeno 130 Km

Punti più belli (secondo me)

Ci sono moltissimo scorci e località che meritano la fatica fatta, ma se dovessi dire quali sono i luoghi che ho preferito scelgo:

  • Bologna. Città bellissima, ho approfittato per fare un giro in centro appena arrivato e prendermi una birra in uno dei tanti baretti con i tavolini all’aperto. Imperdibile la Basilica di San Luca, che si trova proprio sul percorso. Il porticato che percorrerete per arrivarci è il più lungo al mondo!
  • Monte Adone. Un panorama da togliere il fiato, uno scenario che merita la fatica fatta dovuta al dislivello. In cima, in una cassetta di legno, ho anche trovato un diario per  i viandanti e dei cerotti lasciati lì in caso di emergenza.
  • Monte Gazzaro. Ci si sente totalmente immersi nella natura e il sentiero è un piacevole saliscendi.
  • Passo della Futa. Nel bellissimo bosco si possono vedere pezzi della Flaminia Militare ben conservati, con tanto di cartelli che ne spiegano la storia, in alcuni punti. Il cimitero militare germanico è molto particolare, con l’inquietante monolite nero che troneggia al centro.
  • Fiesole e Firenze. La vista dall’alto di Firenze, mentre ci si avvicina, è molto suggestiva. Un giro per la città poi, una volta finito il trekking, è d’obbligo. Magari festeggiando in un’enoteca come ho fatto io 😉

Come mi sono organizzato

Dormire

La scelta di portarsi la tenda sulle spalle è sicuramente la più faticosa, e devo dire che nessuna delle persone che ho incrociato nel mio cammino aveva deciso di fare altrettanto. E’ però un modo per essere molto più liberi, e, nel caso ci si senta stanchi prima di arrivare alla meta prefissata, basta trovare un qualsiasi posto appartato per prepararsi alla notte. La mia strategia è stata proprio quella del “mi fermo dove mi pare, quando mi pare” e al termine del mio cammino mi sono sentito decisamente rigenerato.

Sasso Marconi, fiume Reno

Se fate questa scelta però ricordate che i campeggi scarseggiano nella prima parte del percorso e quindi sarete costretti a piantare la tenda abusivamente. In questo caso tenetevi delle energie e del tempo per cercare il luogo adatto, e ricordatevi di montarla più tardi possibile, verso sera, e smontarla all’alba, per evitare problemi. Inoltre, potreste avere compagnia se vi fermate in alcune zone particolarmente selvagge sugli Appennini: ricordate che sono presenti i lupi da quelle parti e io stesso non sono stato solo la terza notte, nei pressi di Monzuno. Anche se ho solo sentito il rumore e visto l’erba schiacciata il mattino dopo, ho capito che probabilmente un cinghiale ha dormito accanto a me, fuori dalla tenda.

Lavarmi

Per lavarmi nei primi giorni ho usato fontanelle pubbliche (farsi la doccia nel centro di un paesino sotto gli occhi dei passanti è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita), il fiume Reno al termine della prima tappa (c’era una spiaggia sassosa, vicino a dove ho pernottato) e i bagni dei bar dove prendevo la mie 3 birre giornaliere, per reintegrare i sali minerali persi sudando.
Una volta che ho iniziato a dormire nei campeggi, mi sono sentito circondato da un lusso sfrenato!

Mangiare

In ogni tappa passerete per almeno un paesino, dove avrete la possibilità di comprare cibo nei vari negozi di alimentari presenti e segnalati su alcune guide (parlerò dopo dell’importanza della guida). A volte mi sono fermato in qualche bar, quando presente, anche per mangiare qualcosa di caldo e diverso dalle solite scatolette e barrette energetiche. Senza contare che così facendo sono riuscito a non far scendere il mio consumo medio giornaliero di luppolo.

Alternative

Organizzandomi così ho risparmiato molto, ma va detto che B&B e hotel non mancano lungo il percorso, e se volete un’esperienza meno “wild” non avrete difficoltà a trovarne. L’unica accortezza è di prenotare con il dovuto anticipo, specialmente se non viaggiate da soli e se si è in alta stagione. A tal proposito, segnalo un posto che mi è sembrato molto carino: il Rifugio del Viandante, presso Monzuno. E’ decisamente in  stile hippie e al suo esterno, nel boschetto, sono presenti diverse opere d’arte in tema con questo stile di vita e ben integrate con l’ambiente circostante.

Da non dimenticare

Come per ogni trekking un pò impegnativo, non dimenticare mai scarpe adeguate (possibilmente impermeabili, che non si sa mai), calzini di ricambio, bacchette da trekking, specialmente se avete uno zaino pesante possono essere molto utili. Da non scordare anche delle barrette energetiche e/o cibo per reintegrere le energie durante la giornata e acqua in abbondanza. Soprattutto per l’acqua ci tengo a dire che, se camminerete in estate come ho fatto io (e meno male che era solo inizio giugno), non sarà mai troppa. Io sono arrivato a bere tranquillamente 3 litri al giorno.

Dintorni di Madonna dei Fornelli

inoltre, una bussola e una guida cartacea con i dettagli delle tappe e le mappe del percorso potrà esservi utile, specialmente se non avrete la possibilità di ricaricare il cellulare e usare google maps. Nelle guide più complete ci sono tutti i consigli per affrontare al meglio gli spostamenti, come percorsi alternativi, informazioni sul dislivello del trekking e presenza di negozi di alimentari, bar e fonti d’acqua. Altrettanto importante è chiudere bene lo zaino al fine di non perderla, come è successo a me a due giorni dalla fine (io avevo preso “Il Sentiero Degli Dei” di Paolo Cervigni)

Per finire, non dimenticate di parlare con gli altri viandanti che incrocerete lungo il percorso. Io ho avuto l’occasione di conoscere anglo/italiani che mi hanno aiutato regalandomi cerotti per le vesciche che mi stavano azzoppando, un tedesco che suonava il mandolino nel bosco e due ragazze italiane che meditavano ascoltandolo, una ragazza che mi ha aiutato a trovare la strada dopo che ho perso la mia guida con le mappe e tanti altri, che hanno reso la mia esperienza indimenticabile!

Per maggiori informazioni

Se volete saperne di più, potete consultare il sito ufficiale della Via Degli Dei, in cui potrete per esempio scoprire perchè si chiama così, e potrete anche scaricare l’app ufficiale (che non ho provato, non essendo amante della tecnologia), con il percorso e le tracce gps, che sono comunque recuperabili anche da altre fonti smanettando un pò con varie ricerche su google.

spoiler: la Via Degli Dei si chiama così perché il percorso attraversa località come Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte Venere, Monte Luario (Lua era la dea romana dell’espiazione). Tutti nomi di divinità

Lascia una risposta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

it_ITItaliano
en_USEnglish it_ITItaliano